Il gioiello sardo è un ornamento di splendida bellezza e di preziosa realizzazione artigianale.
Tutto ha origine dai due fili d'oro ritorti, che sono appunto il significato della filigrana, dalla quale si realizzano gioielli che hanno una storia antica e magica. Ma il mito per resistere ai tempi ha bisogno di essere alimentato con la divulgazione ed una conoscenza appropriata da parte dei suoi fruitori.
Solo con una conoscenza adeguata delle tecniche costruttive, che seguono un disciplinare ben preciso, che raramente cambia nel corso del tempo, si può apprezzare il valore dei gioielli in filigrana. Tale conoscenza è e sarà la vera cassaforte culturale e tecnica della tradizione orafa della Sardegna e solo la perizia e l'esigenza degli osservatori faranno sì che le tentazioni industriali non vincano sui magici e rigorosi gesti artigianali.
Occorre conoscere il mito della filigrana per trovare i significati più segreti dei gioielli sardi: is Prendas. Si narra nelle favole, che le fate nelle loro dimore chiamate “domus de janas”, tessessero fili d'oro e d'argento per realizzare splendidi gioielli.
Il gioiello è il simbolo dell'amore e dell'eros e la “prenda de oro” (il gioiello d'oro) è la metafora della donna. L'oreficeria della Sardegna è infatti ricca di simbologia riferita alla donna ed alla maternità. Sin dal periodo dei nuraghi l'uomo in Sardegna usava ornamenti per il corpo come anelli, collane, bottoni. In seguito, con l'arrivo dei fenici, venne introdotto l'oro nei manufatti ornamentali.

La filigrana di Sardegna

dominio in filigrana d'oro